Su Apple TV + è ora disponibile la seconda stagione di “Dickinson”, la serie che racconta la vita e la poetica di Emily Dickinson prendendosi qualche libertà. Molte libertà.

Come la prima stagione, anche la seconda è segnata da un continuo contrasto tra il Massachusetts di metà ‘800 ed elementi moderni.

Se gli abiti e le ambientazioni sono storicamente impeccabili (la carta da parati della casa della poetessa è stata commissionata a una società francese attiva dal 1797) i personaggi spesso usano espressioni tipiche dello slang giovanile e danno feste sfrenate a base di twerking, trap e hip hop. La Morte è un dandy impersonato dal rapper Wiz Khalifa e la colonna sonora include nomi come Noga Erez, Lizzo, Carnage, Billie Eilish e Damien Rice.

COME SI AUDIODESCRIVONO GLI ANACRONISMI?

Forword ha scritto le audiodescrizioni della serie, come degli altri prodotti Apple Original disponibili su Apple TV+. Una delle sfide principali nel realizzare i testi è stata proprio quella di modulare continuamente la narrazione per restituire al pubblico la visione funambolica e contemporanea che la regista della serie, Alena Smith, propone di Emily Dickinson e dell’America del 1850.

Come nella prima stagione, anche nella seconda ci siamo trovati a sottolineare il contrasto tra elementi storici e contemporanei. Ad esempio, se per descrivere i ricevimenti formali e patinati dell’alta società di Amherst abbiamo scelto con cura i termini per descrivere gli abiti d’epoca e l’arredamento, per raccontare le esplosive feste segrete che hanno luogo in entrambe le stagioni ci siamo divertiti a descrivere le coreografie hip hop, i passi di break dance.

E ancora: se per descrivere una tipografia dell’epoca siamo necessariamente dovuti ricorrere a termini puntuali verificati tramite ricerche approfondite, abbiamo avuto più libertà nel raccontare le surreali visioni di Emily: un’ape gigante, una carrozza trainata da cavalli fantasma, le sue conversazioni con personaggi immaginati che compaiono e scompaiono senza che nessuno, tranne lei, se ne accorga.

Non potete perdere la seconda stagione della serie che ci propone un’Emily Dickinson inaspettata, come nessuno l’ha mai raccontata prima. Una figura ribelle, capace di slanci passionali e di posizioni sovversive, che sfida gli schemi e i pregiudizi del tempo. Non avete ancora visto la prima stagione? Correte a recuperare!

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