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Dal 18 febbraio è disponibile su Apple Tv+ «Severance – Scissione», una nuova serie thriller
che dopo il lancio dei primi episodi sta già riscuotendo ottime recensioni.

Forword ha curato l’audiodescrizione con la collaborazione di Vanessa Delbarba, a cui abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa di più.

Mark Scout (Adam Scott, Parks and Recreation) perde la moglie prematuramente. Il dolore è così forte che tornare alla vita di tutti i giorni gli è impossibile, ma c’è una soluzione: la Lumon, una società che produce di tutto, offre ai propri dipendenti la modernissima pratica chirurgica della scissione. Consiste nel farsi innestare un chip nel cervello che va a scindere i ricordi in due ambiti ben precisi: la vita fuori dalla Lumon e la vita dentro la Lumon.

Mark si sottopone volontariamente alla scissione e inizia così una doppia vita durante la quale la metà lavorativa (il suo interno) non sa mai che cosa fa l’altra sua metà (l’esterno) nel tempo libero e viceversa. Stesso corpo, due vite distinte consapevoli dell’esistenza dell’altra, ma ignara delle azioni e delle relazioni che l’altra tesse o ha già.

Altri come Mark accettano di farsi scindere: il meticoloso Irving (John Turturro, il nome della rosa), l’irriverente Dylan (Zach Cherry) e l’enigmatico Burt (Christopher Walken). Tutti svolgono le proprie mansioni senza porsi troppe domande, fino all’arrivo di Helly (Britt Lower). La giovane donna, infatti, noterà le numerose stranezze relative alla vita dentro la Lumon e ne vorrà sapere di più, attirando su di sé l’attenzione della astiosa capa Harmony Cobel (Patricia Arquette, Premio Oscar per Boyhood).

L’AUDIODESCRIZIONE, UNA QUESTIONE DI EQUILIBRIO

 

In Severance la scissione dei ricordi della vita lavorativa da quella personale è sottolineata anche dalle scelte registiche e della fotografia.
Ben Stiller, che ne ha diretto la maggior parte degli episodi, fa in modo che alla Lumon sia tutto fortemente simmetrico, bianco, freddo e ordinato. Anche Baird Creek, il quartiere di proprietà della Lumon dove vive Mark, è piegato al volere della geometria nella forma e nella disposizione delle case, tutte dello stesso colore “aziendale”.

Inoltre, la scelta di ambientare la narrazione in inverno, coprendo le strade e i tetti di neve (bianca, fredda, compatta), aumenta la sensazione della presenza costante della Lumon anche dopo aver timbrato il cartellino.
Ma se la vita in azienda è dominata dal rigore geometrico e dalla luce dei neon, al contrario la vita privata di Mark è per lo più serale, disordinata e sfuggente.
Man mano che la trama si arricchisce, la perfezione della Lumon va a incrinarsi.
L’inquadratura, spesso ad altezza d’occhio e perfettamente centrale, lascia il posto a tagli asimmetrici e a riprese provenienti da microcamere che ne deformano la prospettiva.
Ed è qui che la stesura dell’audiodescrizione viene vincolata a delle scelte di equilibrio tra narrazione e descrizione: nelle prime puntate si usano le sequenze in cui i personaggi si muovono tra le mura della Lumon per introdurre l’aspetto dei protagonisti di cui, salvo Mark, ci è dato sapere solo della loro vita dentro l’azienda.
Ma se è vero che sono tanti i minuti passati a camminare per i labirintici corridoi asettici della Lumon, è altrettanto vero che è importante descrivere questi spostamenti non privi di ulteriori indizi.

Un esempio.

“L’ambiente luminoso dell’atrio lascia il posto a un mezzanino in penombra. Mark svolta a
destra e inforca un corridoio. Sul muro, la targa “accesso piano della scissione”.

Qui sotto, il trailer ufficiale della serie!

Seguirà un secondo articolo con ulteriori curiosità. Se vi interessa scoprire qualcosa di più sui nostri servizi di audiodescrizione, trovate più info a questo link.