COSA SIGNIFICA RENDERE UN MUSEO ACCESSIBILE?
Significa permettere a persone diverse di vivere lo stesso luogo secondo modalità diverse, offrendo più strumenti e linguaggi e mettendo al centro le esigenze delle persone.
È da queste premesse che nasce Autonomy for Art, il progetto che abbiamo realizzato per la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, grazie al sostegno di Stellantis Autonomy.
Un progetto a cui lavoriamo da molti mesi e che oggi è finalmente pronto per il pubblico: nuovi contenuti accessibili, già disponibili per visitatrici e visitatori del museo.
UN PROGETTO PER VIVERE IL MUSEO IN AUTONOMIA
L’obiettivo di Autonomy for Art è stato fin dall’inizio molto chiaro: migliorare l’esperienza museale per tutte e tutti, mettendo al centro le singole esigenze.
Per questo abbiamo realizzato delle visual story di presentazione della GAM e del Deposito Vivente, disponibili in italiano e inglese e complete di audiodescrizione, sottotitoli e traduzione in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e Internazionale (IS).
CHE COS’È UNA VISUAL STORY?
Si tratta di un video accessibile che il museo mette a disposizione dei visitatori e delle visitatrici.
La visual story della GAM viene proiettata sugli schermi all’ingresso del museo, mentre quella dedicata al Deposito Vivente è accessibile attraverso i QR Code presenti al secondo piano.
Questi contenuti possono essere consultati anche prima della visita. Prepararsi in anticipo, conoscere gli spazi e sapere cosa aspettarsi può migliorare sensibilmente l’esperienza per alcune persone con disabilità sensoriali o cognitive, ma può essere utile anche per famiglie, gruppi classe o visitatori e visitatrici internazionali.
Vuoi curiosare? Ecco una delle visual story!
SETTE OPERE DA SCOPRIRE ANCHE CON IL TATTO: LE SCHEDE MULTISENSORIALI
Un altro intervento del progetto è stata la creazione di sette schede multisensoriali, realizzate a partire da una selezione delle opere esposte e stampate grazie alla collaborazione con Tactile Vision Onlus.
Sono strumenti che permettono di esplorare l’opera e conoscere la vita dell’artista attraverso canali diversi. Le schede presentano dettagli in rilievo per l’esplorazione tattile e un QR Code che permette di accedere a video con audiodescrizione e guida tattile, sottotitoli e traduzione in LIS e IS.
Tatto, voce, testo, immagini e lingue dei segni convivono così nello stesso strumento, lasciando a visitatrici e visitatori la possibilità di scegliere come avvicinarsi all’opera.
Le schede sono inoltre posizionate accanto alle opere, a un’altezza accessibile, per poter essere raggiunte sia da un bambino sia da una persona su sedia a ruote, ad esempio. I testi utilizzano un linguaggio semplice e comprensibile e un font ad alta leggibilità.
L’obiettivo è permettere alle persone di utilizzare questi strumenti in autonomia, come sottolinea il nome del progetto.
L’ACCESSIBILITÀ NON FINISCE SULLA SOGLIA DEL MUSEO
Molti dei contenuti realizzati possono essere consultati anche a distanza: è il caso delle visual stories ma anche degli stessi PDF delle schede sensoriali che verranno a breve caricati sulle pagine web degli stakeholder del progetto. Chiunque può esplorare le opere, potenzialmente da tutto il mondo.
L’esperienza può quindi iniziare prima di entrare al museo, continuare dopo la visita o raggiungere chi non ha la possibilità di essere fisicamente alla GAM.
Un grazie a Stellantis Autonomy, che ha accompagnato Forword fin dalle prime fasi della progettazione, alla direttrice Chiara Bertola, alla GAM, a Fondazione Torino Musei e al Dipartimento Educazione GAM, per aver accolto l’idea con entusiasmo. Ringraziamo anche tutte le persone e realtà che hanno contribuito al progetto: Tactile Vision Onlus, l’Istituto dei Sordi di Torino, Enrico Aleotti, Marco Andriano, Paolo Perotti, Esther Ruggiero, Juliet Turnbull e Katherine Kirby.
Ora non resta che andare alla GAM e scoprire il percorso di visita in un modo un po’ diverso dal solito.
Photo credits: Mauro Ujetto per Forword

